mercoledì 11 luglio 2012

Di come Mary Poppins si reca al lavoro

Una delle motivazioni che mi ha spinto ad aprire un blog è quella di condividere con il cyberspazio alcuni lati del mio lavoro.
Con i 40 gradi che la splendida Firenze ci regala nelle ultime settimane, vorrei rendervi partecipi di cosa mi succede ogni volta (cioè circa ogni 2-3 ore) che devo spostarmi per andare da una lezione all'altra.
I miei mezzi di trasporto variano tra:

I miei piedonzoli con le mie adorate Birkenstock Madrid color marrone o rosa (non ho ancora avuto il coraggio di metterne una e una, ma forse un giorno lo farò)
Una bicicletta rosso fuoco (si teme che venga presto rubata come la sua antenata e per rendere il compito più arduo al futuro ladro viene saldamente legata a qualunque palo della città con una catena e un lucchetto dal peso di 3.5 kg)
Per le trasferte più impegnative, quelle che avvengono verso le 14-15 di ogni giorno, naturalmente lungo strade in cui non esiste nemmeno mezzo millimetro quadrato di ombra, c'è la mia stupenda macchina, battezzata nel 1997 con il nome di Dorotea. Questa che vedete sotto non è la vera Dorothy, ma un'immagine trovata su Google e priva di tutti i bozzi, graffi eccetera che la mia splendida macchinina ha vinto nel corso degli anni. Naturalmente Dorotea non è provvista di chiusura centralizzata, è piena (talvolta in modo anche un po' imbarazzante) di fotocopie, libri, cartelloni, palloni, palloncini, pennarelli, dizionari, bottigliette d'acqua svuotate in attacchi di sete post-lezione ma, soprattutto, non ha quella comodissima cosa chiamata ARIA CONDIZIONATA che, diciamocelo, nelle mezzore di coda in città o, peggio ancora, in autostrada, può quasi salvare la vita!
 

E così, dopo queste traversate disumane, arrivo -praticamente semisvenuta- a destinazione, e comincio a lavorare. Se aggiungiamo che quando insegno sono decisamente schizzofrenica e vago senza sosta da un lato all'altro della stanza... credo sia abbastanza logico dedurre che al mio rientro a casa sia totalmente STREMATA (ma felice, il 99% delle volte!).

Bene, oggi sono in mattinata cazzeggio, anche se dovrei fare miliardi di cose tra cui:
- tradurre un articolo
- mandare le fatture
- andare a trovare almeno una delle Nonne ultraottantenni
- studiare
- preparare le lezioni
- preparare i report finali di 9 corsi appena finiti
- fare la spesa (nel frigo ho 5 albicocche gentilmente offerte dalle Sorelline -le vicine di casa)
- pulire
- pulire
- pulire
...........

Come si fa a fare tutto?!!

Mi viene in mente un regalo di compleanno ricevuto da mia mamma, era un orologio (non uso orologi MAI) con tanto di bigliettino che recitava "PER RICORDARTI CHE UN GIORNO è FATTO DI SOLE 24 ORE"

Buona giornata a tutti!



7 commenti:

  1. Come ti capisco ... Io sono tornata in Spagna da 3 settimane e ancora devo svuotare la valigia, cioè l'ho svuotata e ho ficcato quello che non sapevo dove mettere in una busta che giace in salone ...

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    1. Ahahah anch'io nascondo quello che non so dove mettere! E poi naturalmente mi dimentico di dove l'ho nascosto! Un disastro!! :)

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  2. Grande!Ho le stesse ciabattine, (marroni) non sono super comfy? :D

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    1. Che geniale invenzione, non ho ancora trovato un altor paio di scarpe altrettanto comode! :)

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  3. Anche io mi muovo con il modello Madrid, perfino dello stesso colore!

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  4. Le Birkenstock me le sono messe ai piedi la scorsa estate e non le tolgo più!

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